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Punto di partenza e d'arrivo: Porto Romano
Lunghezza del percorso: 7 chilometri
Difficoltà: non e' richiesto un allenamento specifico ma solo un po di pratica con la pagaia

Per chi non l'avesse, la canoa può essere affittata rivolgendosi alla Ventotour.
Innanzi tutto verificate le condizioni del mare e del vento prima di imbarcarvi; poi indossate il giubbotto di salvataggio obbligatorio; portatevi acqua da bere ed un cappello. E' consigliabile partire all'alba pe rchi voglia fare belle fotografie ed avere buone probabilità di avvistare i delfini.
Avendo la colazione a sacco si può trascorrere un'intera giornata di mare fermandosi nelle calette più selvagge e solitarie e visitando grotte marine ed altre cavità prodotte dal mare, non raggiungibili a piedi. In primavera ed autunno si possono ammirare numerose varietà di uccelli tra cui falchi, aironi, pivieri e qualche esemplare di martin pescatore, nascosto in alcuni anfratti della costa rocciosa.

Nella scelta dei punti di sosta nelle calette è necessaria molta prudenza: alcune sono sulla verticale della parete rocciosa ed è frequente la caduta di pietre.



Uscendo dal Porto Romano si girerà verso il Faro, lasciandosi sulal destra la Peschiera Romana. Seguendo la costa si arriverà in pochi minuti al Canale di Mast'Alfonso e sulla spiaggia di Cala Nave, passando tra gli scogli Nave di Terra e Nave di Fuori. Superato il promontorio delle Fontanelle, nel tratto che porta alla Punto di Arturo, nella parete tufacea si trovano grotte in cui si poò entrare solo con la canoa. Andando avanti, si arriverà alla spiaggetta di Cala Battaglia, che sta sotto un'imponente parete tifacea. Subito dopo si toccherà la bella spiaggia di Cala Postina o Spiaggia degli Innamorati (anche questa raggiungibile solo dal mare).

La costa prosegue con una parete alta, con stratificazioni nel tufo giallo, eroso dal vento, fino al punto denominato L'Acqua Dolce. Da qui in poi la costa scopre le rocce basaltiche, in vari strati che testimoniano le successive fasi eruttive. Il mare, sotto costa, cambia tonalità di colori, accentuando il blu ed il verde smeraldo. Inoltre, a livello del mare, si trovano numerose piccole grotte, seminascoste, all'interno delle quali, si può rimanere strabiliati dai colori che l'acqua assume.

Prima di doppiare Punta dell'Arco sono visibili le Saliere: buche nella roccia che servivano per la raccolta del sale. Punta dell'Arco, così denominata per il suo profilo ad arco, rappresenta il punto più alto dell'isola ed anche il più singolare, con le sue rocce nere e le sua piscine naturali di acqua cristallina verde smeraldo. Stando sotto la punta di rimane affascinati, ed allo stesso tempo sconcertati, da tante imponenza.

Superata la punta, si navigherà lungo il versante di ponente dell'isola costeggiando le spiagge, di ciottoli, di Moggio di Terra e Paratella fino a Punta Grande, l'acqua diventa bassa e si insinua tra le Sconciglie, i due scogli basaltici triangolari già citati, molto frastagliatie sede di nidificazione di gabbiani reali e berte minori. Proprio in questa parte di costa sembre si trovassero, dentro anguste grottem i rifugi di temibili pirati, costante pericolo per le navi che passavao a largo di Ventotene, allora disabitata. Allo scopo di porre ternina a tali scorrerie, il 30 luglio del 1771 Re Ferdinando IV promulgò un editto che favorì il ripopolamento dell'isola, assegnando terre e sostegno economico a centoventi coloni, antenati degli attuali abitanti.

Da qui, tornando verso il portom si può, con un pò di fortuna e dimestichezza doppiare il Pizzo di Mamma Bianca, attraversando una bellisima grotta tufacea. Questa sbuca in una piccola e deliziosa spiaggetta a ridosso di una seconda grotta. Se alzate la testa, potrete vedere, con buona probabilità, che nella parte alta della parete rocciosa nidifica una coppia di falchi pellegrini. L'ultima parte della circumnavigazione passa oer Punta Eolo (dove di trovano le rovine di Villa Giulia), dipodichè, a ridosso della diga sottoflutto del Porto Nuovo, si incontrerà la grotta della regina Giovanna: entrandovi, si scoprirò una vasca di tufo dove si dice che facessero il bagno le regine romane. Proseguendo ancoram si entrerà nella baia di Cala Rossano: qui si trova il porto commerciale e turistico. Infine, costeggiando sulla destra l'antemurale del Porto Nuovo, si arriverà nuovamente al punto di partenze: il Porto Romano.


Tutte le informazioni sono tratte dalla guida archeologica Ventotene e S.Stefano di Giovanni Maria De Rossi, edita da Guido Guidotti Editore e DALLA GUIDA TURISTICA Ventotene e S.Stefano, itinerari nelle due isole Pontine di Nicola Bosco e Filippo Ziccardi.


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