Uscendo dal
Porto Romano si girerà verso il
Faro, lasciandosi sulal destra la Peschiera Romana
. Seguendo la costa si arriverà in pochi minuti al
Canale di Mast'Alfonso e sulla spiaggia di
Cala Nave, passando tra gli scogli
Nave di Terra e Nave di Fuori. Superato il promontorio delle
Fontanelle, nel tratto che porta alla
Punto di Arturo, nella parete tufacea si trovano grotte in cui si poò entrare solo con la canoa. Andando avanti, si arriverà alla spiaggetta di
Cala Battaglia, che sta sotto un'imponente parete tifacea. Subito dopo si toccherà la bella spiaggia di
Cala Postina o Spiaggia degli Innamorati (anche questa raggiungibile solo dal mare).
La costa prosegue con una parete alta, con stratificazioni nel tufo giallo, eroso dal vento, fino al punto denominato L'Acqua Dolce. Da qui in poi la costa scopre le rocce basaltiche, in vari strati che testimoniano le successive fasi eruttive. Il mare, sotto costa, cambia tonalità di colori, accentuando il blu ed il verde smeraldo. Inoltre, a livello del mare, si trovano numerose piccole grotte, seminascoste, all'interno delle quali, si può rimanere strabiliati dai colori che l'acqua assume.
Prima di doppiare Punta dell'Arco sono visibili le Saliere: buche nella roccia che servivano per la raccolta del sale. Punta dell'Arco, così denominata per il suo profilo ad arco, rappresenta il punto più alto dell'isola ed anche il più singolare, con le sue rocce nere e le sua piscine naturali di acqua cristallina verde smeraldo. Stando sotto la punta di rimane affascinati, ed allo stesso tempo sconcertati, da tante imponenza.
Superata la punta, si navigherà lungo il versante di ponente dell'isola costeggiando le spiagge, di ciottoli, di Moggio di Terra e Paratella fino a Punta Grande, l'acqua diventa bassa e si insinua tra le Sconciglie, i due scogli basaltici triangolari già citati, molto frastagliatie sede di nidificazione di gabbiani reali e berte minori. Proprio in questa parte di costa sembre si trovassero, dentro anguste grottem i rifugi di temibili pirati, costante pericolo per le navi che passavao a largo di Ventotene, allora disabitata. Allo scopo di porre ternina a tali scorrerie, il 30 luglio del 1771 Re Ferdinando IV promulgò un editto che favorì il ripopolamento dell'isola, assegnando terre e sostegno economico a centoventi coloni, antenati degli attuali abitanti.
Da qui, tornando verso il portom si può, con un pò di fortuna e dimestichezza doppiare il Pizzo di Mamma Bianca, attraversando una bellisima grotta tufacea. Questa sbuca in una piccola e deliziosa spiaggetta a ridosso di una seconda grotta. Se alzate la testa, potrete vedere, con buona probabilità, che nella parte alta della parete rocciosa nidifica una coppia di falchi pellegrini. L'ultima parte della circumnavigazione passa oer Punta Eolo (dove di trovano le rovine di Villa Giulia), dipodichè, a ridosso della diga sottoflutto del Porto Nuovo, si incontrerà la grotta della regina Giovanna: entrandovi, si scoprirò una vasca di tufo dove si dice che facessero il bagno le regine romane. Proseguendo ancoram si entrerà nella baia di Cala Rossano: qui si trova il porto commerciale e turistico. Infine, costeggiando sulla destra l'antemurale del Porto Nuovo, si arriverà nuovamente al punto di partenze: il Porto Romano.