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Geologia
Per comprendere ed ammirare le fasi dello splendido processo evolutivo
dell'isola, niente di meglio che un rilassante giro in barca, partendo dal
Porto Romano verso destra e
andando verso la Punta dell'Arco. Si superano tre grossi scogli che si sono
formati per distacco dalla massa dell'isola sotto l'azione del mare e del
vento. Ci si imbatte per prime nelle alte scogliere di Cala Nave e Cala
Battaglia, formate da falesie policrome stratificate. Superato un
altro scoglio il paesaggio muta: inizia ad innalzarsi dal mare una base di
prodotti piroclastici sempre pių scuri e "forti", con lingue di
lava orizzontali a formare la base dell'isola. Si arriva quindi alla Punta
dell'Arco, che compendia in sč tutte le fasi evolutive di Ventotene, con i
suoi strati di lave acide trachitiche e basaltiche. La fascia chiara
di roccia che si nota nella massa scura dell'isola corrisponde ad un periodo
di calma nei fenomeni che l'hanno formata. I geologi hanno individuato in 4,5
Km a N-O di Punta dell'Arco il cono vulcanico che ha formato l'isola.
Doppiato il capo e proseguendo verso la Punta Eolo, in corrispondenza delle
spiagge del Moggio di terra si nota una lingua rossastra di lava
scoriacea, residuo di una colata basaltica. Fino a Parata Grande
la costa č policroma, caratterizzata da strati di tufi rossastri,
paleosuoli bruni, lapilli, pomici e sbuffi bianchi di magnesite.
Lasciata Parata Grande scompare progressivamente ogni traccia di deposito
lavico, il cui ultimo residuo sono le forme aguzze degli scogli detti
Sconciglie. Rimane solo il prodotto (tufo) delle eruzioni esplosive di
lapilli e ceneri che formarono la Punta Eolo e tutta la zona del Porto Nuovo
e del Porto Romano.
Tutte le informazioni sono tratte dalla guida Ventotene e
S.Stefano di Giovanni Maria De Rossi, edita da Guido
Guidotti Editore e da Ventotene e S.Stefano, itinerari nelle due
isole Pontine di Nicola Bosco e Filippo Ziccardi.
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