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Il porto Romano



Appena sbarcati dal traghetto e usciti dalla banchina del Porto Nuovo ci si presenterà di fronte lo straordinario spettacolo dell'antico porto di Ventotene, interamente intagliato nel tufo. E' la prima sorpresa, la più singolare, di questa isola meravigliosa.

La cosa più evidente del porto romano è la fuga di arcate sulla destra, intagliate nel banco roccioso, che corrispondono ad altrettanti ripostigli. Sulla sinistra invece, il porto è protetto dal mare da un perimetro anch'esso di tufo. Tutto il complesso è stato ricavato asportando circa 60000 metri cubi di roccia dal banco tufaceo originario! Accanto alla imboccaturo del porto, orientata a Levante, è chiaramente visibile una cavità con apertura in alto che conteneva le catene con cui veniva chiuso il porto in caso di pericolo o di mare particolarmente mosso. Di fronte si allunga il Pozzillo, costruito per lo sfiato della risacca e usato come luogo di alaggio per barche. Tra l'imboccatura del porto, la peschiera e il pozzillo sono distribuite tre bitte intagliate direttamente nel tufo e usate dai romani ( e tuttora ) per ormeggiare le navi. Poco prima di arrivare al Pozzillo, si apre una bella sequenza di rampe costruita durante il riassetto urbanistico dell'isola voluto dai Borboni, che porta alla piazza della Chiesa e alla parte abitata di Ventotene.

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La Villa Giulia



Imponente è l'effetto scenografico della Villa di Punta Eolo. Esso è stato ottenuto dall'architetto romano solo con la sistematica e ricercata fusione tra ambiente naturale e ordito architettonico. Visitando la villa basterà solo poca attenzione per riconoscere cortili, stanze, giardini, cisterne e terme, tutto quanto cioè costituiva il telaio della grande costruzione.
La villa, detta di Giulia per la tradizione che la vuole luogo di confino per la figlia dell'imperatore Augusto, è stata costruita certamente nella prima età augustea e si estende per oltre trecento metri di lunghezza e circa cento di larghezza sul promontorio della Punta Eolo. Sin dall'inizio del progressivo abbandono dell'isola da parte dei romani ( essa era proprietà dell'imperatore ), la villa attraverso sistematici saccheggi ha procurato materiale da costruzione per i suoi occasionali abitanti o fornito materiale per musei privati, come nel caso delle spoliazioni effettuate da Sir William Hamilton nel XVIII secolo. Il modo migliore per accedere ella villa è attraverso la rampa che dalla cala Rossano porta al cimitero dell'isola, cioè dal suo settore meridionale. La distribuzione dei singoli settori che compongono la villa accompagna senza soluzione di continuità l'andamento del terreno, che individua naturalmente tre "zone".

Il settore meridionale comprende tutta l'area tra il cimitero e la Cala Rossano che, meno "profonda" di oggi, era luogo di approdo per le navi. Questa zona costituiva un settore abitativo in stretta connessione con i "servizi" della villa come cucine e cisterne. Già all'inizio della strada che costeggia la cala si noteranno delle grotte relative ad una antica cisterna di raccolta delle acque dell'acquedotto romano provenienti dalla grande cisterna dei Carcerati. Tutta questa zona si indica generalmente con il termine domus. Tuttuno con la domus va intesa anche la grande exedra ricavata nella piccola valle intermedia che la collega al settore successivo.
Il secondo settore si può identificare con uno xystus, cioè una zona destinata al maneggio e ad area giardinata, come dimostrano le due aree aperte e affiancate, costituite da un lato da un lungo cortile per il passeggio e il maneggio e dall'altro dall'area giardinata.
Il terzo settore si incontra risalendo verso Punta Eolo, e va identificato con la vera e propria residenza affacciata a mare, lungo un asse obliquo NE-SO. Le testiomonianze, ridotte all'ossatura generale, ci richiamano certamente una successione di ninfei, piscine e stanzette affacciate sull'ampia terrazza tufacea a mezza costa, il tutto raccordato da scale e terrazze. Tutti gli ambienti sono compresi tra due spettacolari discese a mare. E' questo anche il settore delle terme.


(continua...)


Tutte le informazioni sono tratte dalla guida Ventotene e S.Stefano di Giovanni Maria De Rossi, edita da Guido Guidotti Editore e da Ventotene e S.Stefano, itinerari nelle due isole Pontine di Nicola Bosco e Filippo Ziccardi.




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