Il Museo archeologico
Il Museo Archeologico di Ventotene nasce come conseguenza diretta della
mostra sull'arcipelago pontino nel corso dei secoli, realizzata nel
1983 dall'Istituto di Storia ed Arte del Lazio meridionale. Il Museo si trova
all'interno del Castello e si sviluppa su un
ingresso, un cortile e cinque stanze.
è completamente dedicato alla esposizione e alla
documentazione del recupero di un grande dolio da 2000 litri,
che probabilmente aveva stabilmente posto su una nave romana affondata nel I
secolo a.C. a Punta dell'Arco e che trasportava vino pregiato in Francia e in
Spagna.
sono invece dedicati ad una trattazione del rapporto tra Ventotene e
l'archeologia subacquea. Le isole Pontine erano toccate, oltre che dalle
rotte Nord-Sud, anche da quelle che andavano dal sud italia verso la Sardegna
e l'Africa. Tra le ancore di varie epoche esposte, alcune
di esse, piccole e di pietra, lasciano pensare a rotte praticate già in epoca
protostorica. Molti degli oggetti esposti provengono invece da un relitto
di nave affondata tra Ventotene e S.Stefano. Nella prima stanza si conclude
l'argomento con l'esposizione e la documentazione di oggetti comuni di
carpenteria marinara e la documentazione del recupero di una nave a Cala
Rossano.
illustrano la storia e la topografia dell'isola di Ventotene. La seconda
stanza è occupata da un grande plastico dell'assetto naturalistico e
monumentale dell'isola in epoca romana e da sei pannelli descrittivi. Nella
terza e nella quarta stanza si tratta invece in modo particolare della grande
Villa Giulia a Punta Eolo e della
spiegazione dei reperti in essa ritrovati.
percorre l'epoca che va dal Medioevo all'epoca fascista,
attraverso vari pannelli di documentazione dell'assetto borbonico
in particolare.
Tutte le informazioni sono tratte dalla guida Ventotene e
S.Stefano di Giovanni Maria De Rossi, edita da Guido
Guidotti Editore e da Ventotene e S.Stefano, itinerari nelle due
isole Pontine di Nicola Bosco e Filippo Ziccardi.
|