L'area protetta comprende tre zone a tutela differenziata.La
più interna é la
riserva integrale che coincide
con la zona biologicamente più intatta e che ha bisogno di
maggiore difesa. Qui l'accesso é consentito in misura limitata
e solo per scopi scientifici, i sub dovranno essere accompagnati
da personale specializzato e con apposito permesso. La seconda zona
può essere considerata come
riserva generale: in questa
parte del territorio può anche essere previsto l'intervento
umano, però l'ambiente non può essere alterato ed
ogni attività deve essere finalizzata a sviluppare sempre
di più la sua naturalezza. I vincoli sono meno rigidi e l'accesso
viene consentito in punti fissi e percorsi prestabiliti con permessi
rilasciati dell'Ente gestore, i residenti potranno avere permessi
previo richiesta. Generalmente l'accesso ai subacquei é permesso,
ma con guide locali autorizzate. Infine esiste una terza zona di
riserva parziale, dove la presenza dell'uomo é preponderante
e dove sono ammesse tutte le attività compatibili con la
preservazione dell'ambiente, comprese quelle di sfruttamento delle
riserve purchè concordate con l'Ente gestore.
Come dimostrano i dati raccolti
in alcune aree mediterranee ed extraeuropee, le riserve organizzate
in questo modo non sono affatto penalizzanti per chi ci vive e
ci lavora: é dimostrato che gestione corretta e vincoli
adeguati garantiscono un graduale ripopolamento naturale nell'intera
area interessata (e non solo di quelle delle riserve integrali),
tanto da assicurare l'incremento degli introiti derivanti dalla
pesca. Ma anche i turisti ne traggono vantaggi. I sub, ad esempio,
hanno la possibilità di acquisire maggiore familiarità
con la fauna ittica.
La riserva, in particolare quella
marina, era stata più volte invocata dall'amministrazione
comunale. Questo perchè Ventotene e Santo Stefano
rappresentano, senza dubbio, aree naturali da preservare. Tanto
più che la presenza umana e turistica non hanno determinato
il degrado che purtroppo si osserva in altre parti d'Italia. L'istituzione
della Riserva, fin dal momento in cui é stata decisa, é
apparsa come una scelta azzardata agli occhi di alcuni ventotenesi,
spaventati dalle ripercussioni che apporterà all'indotto
turistico classico. Ma, al contrario, la riserva costituisce una
grande occasione per le due isole: la possibilità di migliorare
il modo di concepire il turismo e anche la nascita di nuove fonti
di guadagno. Certo, sempre che nel progetto ci sia il coinvolgimento
dell'intera popolazione e sempre che i ventotenesi siano disposti
a credere fino in fondo a queste chances ambientalistiche ed economiche.
E' anche vero che tale coinvolgimento
arriverà insieme alla dovuta e chiara dimostazione di una
verità incontrovertibile: con la riserva naturale verranno
rispettate le tradizioni isolane. E per avere garanzia di ciò,
la popolazione non dovrà fidarsi delle parole , ma esercitare
un proprio diritto: avere parte diretta e attiva nelle scelte
da prendere.
Una cosa é sicura: non
cogliere l'opportunità della riserva, significherebbe perdere
non solo un'occasione di maturità - fors'anche intellettuale
- ma pure la prospettiva di un futuro "possibile".